Front-end, back-end e full-stack web developer: qual è la differenza?

pubblicato in Programmazione web
Pubblicato da Boolean
· 04/09/2020 · 9 minutes read

Il mercato del lavoro ICT è in forte sviluppo e le figure professionali ricercate sono sempre di più. Tanti quanti sono gli annunci presenti su portali come LinkedIn, tanta è la confusione nel capire il reale significato dei job title. La domanda è sempre la stessa: qual è la differenza tra back-end web developer, front-end web developer e full-stack web developer?

I termini informatici front end e back end (anche scritti, frontend o front-end e backend o back-end) si riferiscono rispettivamente alla parte visibile all'utente di un programma e con cui egli può interagire - tipicamente un'interfaccia utente - e la parte che permette l'effettivo funzionamento di queste interazioni.

In linea generale, il back-end developer lavora “dietro le quinte” di un sito o di un’applicazione web e si occupa del suo funzionamento lato dati e server, quindi su ciò che gli utenti non vedono visitando il sito. Il front-end developer, invece, si occupa di tutto ciò che ha un impatto sull’interfaccia, ossia la parte visibile dagli utenti e quella con cui essi interagiscono. Ci sono poi sviluppatori web che si occupano di entrambi i fronti e sono chiamati full-stack web developer.

Andiamo a vedere nel dettaglio che cosa accomuna e che cosa distingue questi tre professionisti.

Il web developer: chi è

Prima di entrare nello specifico delle differenze, partiamo dalla base: cosa fa un web developer? Possiamo definire web developer, oppure all’italiana “sviluppatore web”, qualunque professionista si occupi di costruire progetti web, che siano questi siti o applicazioni web.

Il web developer passa gran parte della sua giornata a scrivere codice e a studiare nuovi sistemi per migliorare il suo lavoro. Il suo principale strumento è chiaramente il pc, e la conoscenza dei linguaggi di programmazione e framework come HTML e CSS3, JavaScript e jQuery, PHP, MySQL e SQL, Laravel, VueJS e Python (per citarne solo alcuni) è ciò che rende questo professionista del web uno dei più ricercati al mondo.

Che decida di intraprendere una carriera da freelance o meno, le tech company, web agency, ma anche aziende di consulenza, di sviluppo IT ed e-commerce sono i luoghi in cui di solito lavora il web developer (molto spesso con la possibilità di farlo in smart working). Spesso collabora con diversi dipartimenti presenti nell’azienda per creare prodotti ad hoc e il web designer è una delle figure con cui si interfaccia più spesso.

Il front-end web developer: che cosa fa

Attraverso le sue competenze tecniche è in grado di rendere la user experience semplice e interattiva.

Il front-end web developer è colui che si occupa della parte visibile di un sito o di un’applicazione ed è la figura che fa da ponte tra il web designer e il back-end web developer (del quale vedremo le specifiche tra poco).

Quali linguaggi deve conoscere uno sviluppatore front-end

Per eccellere nel suo lavoro, questo professionista deve conoscere i 3 linguaggi linguaggi di markup e programmazione fondamentali: HTML5, CSS3, Javascript imparando a padroneggiare alcuni framework o librerie creati su di esse (ad esempio: Bootstrap, Foundation, jQuery, Angular, VueJs, …)

I primi due linguaggi di Markup permettono di creare buona parte della struttura e dell’estetica del tuo sito web. Si utilizza l’HTML per creare gli elementi, come ad esempio il titolo della pagina, il contenuto di un post o un’immagine. La sintassi di questo linguaggio nasce dall’esigenza di uniformare le strutture delle pagine web. Il suo unico scopo è quello di permettere al browser di capire cosa sono gli elementi che compongono la pagina web e in che ordine sono disposti. Dopodiché il CSS permette di decidere il colore, la dimensione e anche la posizione degli elementi, anche se è buona norma disporli seguendo il ragionamento segnato nell’HTML.

Per creare pagine web i framework risultano cruciali: il più famoso tra tutti è Bootstrap. I framework non sono altro che pezzi di codice scritti da altri sviluppatori che mettono a disposizione di chi li utilizza delle funzionalità già pronte, risparmiando tempo e fatica agli altri sviluppatori. Queste librerie sono frutto del lavoro di singoli developer o di aziende che li rilasciano spesso gratuitamente. Quali framework utilizzare è a discrezione di ciascun sviluppatore web.

Un altro linguaggio di programmazione del quale un bravo front-end web developer non può fare a meno è JavaScript. Questo è un linguaggio di programmazione vero e proprio dato che è in grado di “ragionare”, ovvero di eseguire calcoli e prendere decisioni in base a determinati tipi di eventi.

Ogni volta che premiamo su un banner o in un menù stiamo attivando un evento che Javascript elaborerà e successivamente ci restituirà un risultato, sia esso una conferma di avvenuta registrazione o una nuova pagina. Il suo framework più famoso è senz’altro Jquery, anche in questo caso ci verrà in aiuto permettendoci di raggruppare diverse linee di codice in una sola istruzione. Recentemente stanno prendendo piede nuovi framework con un approccio diverso, detto “a componenti”, come React, Angular, e VueJS.

Oltre a sapere usare bene HTML, CSS e JavaScript è utile avere una buona capacità creativa. I siti web di oggi sono sempre più accattivanti e anche se ci si può comunque affidare ad un web designer (che ricordiamo non è scontato che scriva del codice), avere una buona creatività permette di essere più autonomi nella stesura dei progetti.

Il back-end web developer: che cosa fa

Si occupa di tutto quello che l’utente non vede, e se non lo vedrà mai, vorrà dire che avrà fatto un ottimo lavoro.

Il back-end web developer si occupa di far funzionare tutto quello che c’è dietro le quinte di un progetto. Deve conoscere almeno un linguaggio di programmazione server-side e utilizzarlo per creare le strutture logiche che, sfruttando i database, gestiranno tutti i dati di una applicazione. Per capire cosa sono i dati, basta pensare a ciò che utilizziamo tutti i giorni. Prendiamo Netflix ad esempio: quali episodi sono stati già visti e i film consigliati per ogni utente sono tutti dati che devono essere salvati su un database ed essere inviati al frontend.

Quali linguaggi deve conoscere uno sviluppatore back-end

I linguaggi di programmazione che bisogna conoscere per essere un ottimo back-end web developer sono PHP o Java, ma anche Python o Ruby. Da integrare anche uno studio approfondito del linguaggio SQL che permette di comunicare con i database.

Il compito di questa figura è quello di gestire la mole di dati che vengono scambiati dalla pagina web al server e viceversa. Viene inoltre chiamato in causa quando si parla della sicurezza del codice. È quindi buona prassi avere tra le hard skill una base di sicurezza informatica: starà poi al singolo back-end scegliere se specializzarsi in questo ramo o meno.

In sintesi: per essere un bravo back-end web developer bisogna saper creare il core del software, i suoi algoritmi e la sua logica. Inoltre, bisogna essere in grado di gestire i dati contenuti nel database e poi averne pieno controllo per quanto riguarda la sicurezza.

Il full-stack web developer: che cosa fa

Il full stack developer è uno sviluppatore “a tutto tondo”.

Il full-stack web developer deve obbligatoriamente (altrimenti non potrebbe chiamarsi così) conoscere e saper applicare le competenze da sviluppatore back-end e front-end. Pazienza e costanza sono fondamentali, infatti per riuscire a padroneggiare l’arte del front-end e del back-end occorrerà sicuramente molto tempo.

Ogni sviluppatore avrà sempre una preferenza per un settore o per l’altro, ma avere competenze sia sul front end che sul back end aiuta ad avere una comprensione completa dello sviluppo web, a comunicare meglio con gli altri membri del team e, in alcuni, può rendere più appetibili per il mercato del lavoro.

In sintesi: qual è la differenza tra un front-end, back-end e full-stack web developer?

Se vogliamo paragonare la costruzione di un sito web a quella di una casa, potremmo dire che se il back-end web developer si occupa dell’impianto elettrico, il front-end web developer fa funzionare gli interruttori e le prese. Se il beck end si occupa delle tubature, il front end è dedicato ai rubinetti. E così via.

Ovviamente, per avere un buon risultato in termini di praticità ed estetica, le due figure dovranno collaborare e sarà necessario che il front-end e il back-end web developer conoscano le basi delle mansioni dell’altro.

Il full-stack web developer, invece, racchiude le competenze tecniche e creative di entrambi i professionisti sopra citati e ha alle spalle l’esperienza necessaria per costruire da solo la casa, dalle fondamenta alla scelta dell’arredamento.

Come si può diventare un web developer?

Per tutte e tre le figure è richiesto uno studio costante, perché il web si evolve velocemente e non ci si può mai permettere di restare indietro. La natura degli sviluppatori web è quella di mantenersi costantemente aggiornati e questo gioca a loro favore.

Per diventare web developer ci sono diverse strade, bisogna soltanto capire qual è la più giusta per ognuno. Dipende molto da che tipo di persona si è, dal tempo che si può dedicare allo studio e a quanta fretta si ha di diventare un web developer.

Il percorso formativo più tradizionale è sicuramente quello universitario. Anche se il taglio accademico è per sua natura poco pratico, quindi sarà necessario fare un po’ di gavetta attraverso stage curriculari ed extracurriculari. Un’altra opzione che nel mondo della programmazione non risulta per niente rara è quella di iniziare a studiare autonomamente i vari linguaggi di programmazione (meglio se uno alla volta). Il tempo necessario dipenderà soltanto dalle capacità di concentrazione e dalla resilienza.

Esistono poi diversi corsi di formazione che possono essere sia fisici che da remoto (on demand o live). Se si vuole raggiungere un determinato livello in poco tempo, è sicuramente meglio pensare a dei corsi intensivi.

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